Spesso avviene nei racconti di Dampyr che quello che avviene prima si racconta dopo e viceversa. Si tratta di artifici narrativi ben noti che usati in modo sapiente fanno la differenza tra un buon intreccio e un ottimo intreccio. Forse per questo motivo è accaduto che il primo soggetto che mi è stato approvato dalla Sergio Bonelli Editore sia poi diventato il secondo ad essere pubblicato e a distanza di un anno dal mio esordio ufficiale con i numeri 304/305 (La montagna di giada e Giungla di fuoco). Sono le piccole e grandi curiosità del dietro le quinte delle pubblicazioni seriali: il motivo? Tempi differenti di realizzazione di testi e disegni… necessità di programmazione… cambi di programma… e mille altre cose di cui non so nulla effettivamente. Sta di fatto che il mio soggetto ‘albanese’ arriva finalmente in edicola dopo tre anni dalla sua approvazione. Così infatti mi scriveva Mauro Boselli il 20 giugno 2023 rispondendo alla mail con il mio micro-soggetto di 15 righe:
Spunto possibilissimo.
Naturalmente da questo spunto andrebbe ricavato un soggetto vero e proprio
Bos
Soggetto che ho effettivamente elaborato e che poi è stato affidato a Maurizio Colombo, co-creatore della serie e da tempo assente dalla sceneggiatura di Dampyr e realizzato graficamente da Andrea Del Campo (prologo) e Fabrizio Longo (qui sotto la splendida copertina di Michele Cropera della prima parte della storia).
Ma da dove sono partito per la storia? Senza fare spoiler eccovi la genesi del soggetto.
La realtà storica
A maggio del 2023 per lavoro sono stato in Albania a Tirana. Lì tra un meeting e una conferenza mi hanno portato a visitare un museo che racconta le violenze della Sigurimi, la polizia segreta del regime comunista di Enver Hoxha. Quello che ho lì sentito e visto è stata la scintilla del soggetto. Una dittatura senza scrupoli che controllava tutto e tutti in un clima di vero terrore e di sospetto che non salvava neppure i rapporti famigliari più cari. Anche quel luogo - la sede della Sigurimi, ossia La casa delle foglie… di sangue - evocava immagini e crudeltà. Da lì sono partito nell’immaginare il mio soggetto. Ma mentre ero in quel museo ho cominciato a fare foto per portarmi a casa più documentazione possibile e per fermare nelle foto alcune impressioni ricevute.
Questa qui sotto è una di quelle foto. Mi piace perché fa vedere il contrasto tra l’Albania pre-caduta della dittatura e l’Albania di oggi piena di nuove costruzioni (anche di dubbio gusto…). E questo elemento visivamente è parte del soggetto che ho sviluppato.
La realtà dampyriana


Ma scrivere un soggetto per una storia seriale implica innanzitutto inserirsi dentro quella storia seriale e tenere in considerazione quali logiche sono ad essa sottese e quali sono le regole più o meno evidenti che la governano.
In questo caso non si è trattato solo di rispettare l’impianto narrativo di base frutto di 25 anni di uscite mensili (chi sono i maestri della notte, come li combatte Harlan, cos’è un branco di non-morti, quali sono i poteri del Dampyr ecc...), ma anche di legare il soggetto a due altri albi di Dampyr che hanno come sfondo diretto l’Albania, ossia lo speciale n.13 La terra delle aquile (di Claudio Falco e Fabrizio Russo) e Dampyr n.239 Il condottiero di Calabria (ancora di Claudio Falco per i disegni di Francesco De Stena).
Sono due albi che è importante rileggere (ma non essenziale). Vi riporto qui alcune vignette dello speciale che sono punti chiave che non potevo non tenere in considerazione nella stesura del mio soggetto. Attenzione se volete leggere gli albi… prima fatelo e poi tornate qui, perché ci sono spoiler.
Primo nota bene: i maestri della notte in Albania si sono ben dissimulati nel tempo, ma sotto Skanderberg, l’eroe del popolo albanese, c’era un certo conte Vrana.
Harlan individua un maestro della notte (che poi scopriremo essere Horvat) che dagli scenari di guerra dell’Africa si è spostato in Albania.
Horvat e Vrana si incontrano (nella classica terra di nessuno fuori dal tempo e dallo spazio) e dichiarano l’un l’altro il reciproco odio. Harlan nello speciale di fatto è il terzo incomodo usato da Vrana per combattere Horvat.
Harlan incontra mentalmente Vrana e capisce qual è la posta in gioco. Sa di essere in parte usato da Vrana, ma vuole anche lui eliminare Horvat, che ha capito essere il classico violento e disumano maestro della notte.
Questo è un passaggio decisivo: Vrana lascia Skanderberg e ritira i suoi non-morti dalla battaglia, tanto che smetterà di fatto di uccidere per bere il sangue come nutrimento facendo una scelta simile a quella di altri maestri della notte nostalgicamente innamorati di uomini e terre e in qualche modo alla ricerca di una vera pace.
Falco ritorna poi a raccontarci di Vrana in Italia dove in Calabria c’è una comunità arbereshe (cioè gli albanesi che scapparono dall’Albania a metà del XV secolo) e in una storia che di fatto racconta la lotta alla camorra si inserisce il ritorno di Vrana che ancora una volta dimostra il suo ‘amore’ per uomini a lui fedeli e la loro terra.
Un’immagine e una tavola anche di questo numero.
Vrana in un flashback nella Calabria nel XVIII secolo ricorda il suo abbandono alle armi e al nutrirsi del sangue umano.
Nella tavola finale del numero, Vrana nel presente saluta per sempre Marnesh, il suo più fidato non-morto e si ritira nella stasi eterna in un rifugio dietro al simbolo del Conte di Altafoglia, una delle tante identità assunte dal millenario maestro della notte.
E ora? Ora sulla base anche di questi dati ho sviluppato il soggetto che Maurizio Colombo ha splendidamente sceneggiato per gli albi di luglio e agosto. Vi basta solo attendere qualche giorno!
Pocket o della nuova iniziativa estiva Bonelli
Non vi tedio ancora a lungo, ma ho letto con grande gusto i pocket Bonelli di Martin Mystère e Nick Raider (e devo leggere quello di Legs). È vero che ho l’abbonamento a Bonelli Digital Classic, ma un bel fumetto a prezzo popolarissimo cartaceo… è sempre cosa ottima.
Per altro per ragioni che si perdono nella memoria del tempo, non avevo mai letto il secondo Martin Mystère Gigante e il settimo speciale di Nick Raider… per cui per me è stato come leggere una storia inedita. E su Xanadu vorrei tornare con una serie di considerazioni su meccanismi di ret-con lì realizzati da Alfredo Castelli. Ma ora non mi pare il caso perché sono già andato lungo.
Tanti auguri Nathan!
Un saluto finale a Nathan e ai suoi 35 anni. Avevo iniziato una rilettura dell’intera serie… ma chissà quando la porterò a termine. Qui le annate 1991 e 1992.












